Come leggere i Registri Akashici da soli, anche senza canalizzare

Pendolo in ottone sospeso sopra una tavola radiestesica circolare disegnata a mano, con una matita accanto

Ti è mai capitato di provare ad aprire i Registri Akashici e di non ricevere niente? Nessuna immagine, nessuna voce, nessun racconto. Solo silenzio, e il sospetto che quella porta sia riservata a qualcun altro.

È successo anche a me, e per un periodo è stato frustrante. Da quella frustrazione è nato un metodo per leggere i Registri con il pendolo, ed è diventato un libro, Radiestesia Akashica. Qui ti racconto come funziona questa strada, per chi è, e da dove conviene cominciare.

✦ Da tenere a mente

Ai Registri Akashici non si arriva solo canalizzando. Con il pendolo si entra da un’altra porta, altrettanto valida e profonda: non serve vedere, serve saper chiedere.

In Sintesi

Per leggere i Registri Akashici da soli non è indispensabile canalizzare. Con il pendolo si apre il Registro con un protocollo preciso, si chiede il permesso, e si pongono domande a cui il campo risponde con un sì, un no, una direzione sulla tavola. Servono confidenza con il pendolo, centratura, e la disponibilità ad accogliere la risposta che arriva, non quella che si voleva. Le due strade non si escludono: si integrano.

Quando la canalizzazione non arriva

I Registri Akashici non sono arrivati subito. La Radiestesia era già parte del mio lavoro da anni quando ho cominciato ad avvicinarmi a questo campo, e all’inizio non riuscivo ad accedervi. Provavo, e non c’era niente da leggere. È quello che succede quando si forza una porta: la porta non si apre, e si rimane con la sensazione di non avere la chiave giusta.

Il punto è che io sono radiestesista nell’animo. Il pendolo è stata la mia prima porta verso le energie sottili, e non l’ho mai lasciata. Da lì il collegamento è stato breve: se il pendolo sa interrogare un campo energetico, può interrogare anche questo. L’ho sentito subito, che si poteva fare.

Poi ci sono volute tantissime prove, studio, rigore, metodo. Prima su me stesso, poi con le persone che facevano sessioni con me. Ho cambiato variabili, confrontato riscontri, ripetuto verifiche, finché i risultati non sono stati costanti. La base è arrivata come un dono, grezzo. Il tempo e le versioni che non tenevano ce li ho messi io.

L’ho scritto per chi si trova dove mi trovavo io allora: per chi sente che la canalizzazione classica, in un modo o nell’altro, per un periodo o per sempre, non è la sua strada, o non lo è ancora. Non è una strada di ripiego. È un approccio altrettanto valido e profondo.

Due porte antiche in legno affiancate, una chiusa e una socchiusa con la luce che filtra: due strade verso i Registri Akashici

Come si leggono i Registri Akashici con il pendolo

Il modo più comune di immaginare i Registri è una biblioteca: scaffali senza fine, volumi che raccolgono ogni evento dell’anima. È un’immagine utile per avvicinarsi, ma nella pratica radiestesica emerge qualcosa di diverso. Una biblioteca si consulta, e trova quello che era archiviato. Il campo Akashico risponde: riconosce la domanda che porti, e restituisce ciò che è rilevante adesso. Se vuoi partire dalle basi, cosa sono e da dove viene il termine, ne ho scritto in cosa sono i Registri Akashici.

Con un campo che risponde, lo strumento giusto è uno strumento che sa fare domande. Il pendolo interroga campi energetici: è il suo funzionamento di base. Il campo Akashico è più sottile, più personale, più stratificato, ma la logica è la stessa. La differenza è il campo, non lo strumento.

In pratica il lavoro ha un ordine preciso. Il Registro si apre, e si chiede il permesso di leggerlo: se il campo dice no, è no. Poi una tavola indica l’area su cui il campo chiede di lavorare in quel momento, che non sempre è quella che ti aspetti. Da lì si scende con domande precise, e ogni risposta importante si verifica con un sì o un no. Quello che emerge si scioglie, e il lavoro si tiene nel tempo con la Radionica. Alla fine il Registro si chiude.

Una volta una persona mi aveva descritto nei dettagli una difficoltà in una relazione. Sulla tavola, il pendolo è andato dritto sulla missione animica. L’ho confermato tre volte, e ho lavorato lì, non dove mi aspettavo. Alla fine è stata lei a dirmelo: la relazione era il sintomo, quello che la bloccava davvero era altro.

C’è anche un limite, ed è giusto dirlo. Il pendolo indica, non racconta: non restituisce le immagini e i messaggi della lettura canalizzata. In cambio porta una cosa che la canalizzazione non porta allo stesso modo, cioè una risposta che si può verificare.

Canalizzazione e pendolo non sono in competizione

Con il tempo capirai che una strada non sostituisce l’altra. Si integrano, e lavorano benissimo insieme: io stesso leggo i Registri anche nel modo classico, canalizzando, e in una stessa sessione uso tutte e due.

E c’è una cosa che ho visto succedere tante volte. Persone che avevano cominciato con il pendolo proprio perché la canalizzazione non arrivava, dopo aver lavorato con questo metodo, hanno sbloccato anche la lettura classica. Non l’avevano cercata. È l’energia che si muove.

Come vivo questo lavoro

✦ La voce di Mario / Elmer


Non dobbiamo paragonarci agli altri. È una delle cose che frenano di più.

Ci sono persone con canali molto aperti, che ricevono tantissimo. È il loro dono, e magari lo fanno da anni. Se ti misuri su di loro il primo giorno, ti fermi prima di cominciare. Ognuno ha la sua modalità, e la sua modalità si allena e si espande nel tempo.

Quello che direi a chi apre un Registro per la prima volta è di non avere paura. Il rigore sta nel metodo, nelle domande, nelle verifiche. Nel momento in cui arriva la risposta, invece, si lasciano andare le aspettative, la mente, la logica. E ci si lascia andare.

Da dove cominciare

Avere una buona base, una struttura, è sicuramente la condizione migliore. Nel libro c’è una parte introduttiva con il minimo per partire: come si tiene il pendolo, il tuo codice di sì e no, le tavole di base, la centratura.

Il consiglio che do, però, è di non arrivarci a freddo. Allenati prima, e prendi confidenza con il pendolo da solo, su domande semplici, finché il suo movimento non ti è familiare. Se parti da zero, qui trovi cos’è la Radiestesia e come funziona, e sul canale c’è la prima sessione con il pendolo, fatta passo per passo. Poi ci si può avvicinare ai Registri.

Quando ci arrivi, nel libro trovi le nove aree del Registro, ognuna con la sua tavola e la sua logica di lettura, i protocolli per sciogliere quello che emerge, e quelli per scendere più a fondo quando il clearing non basta. Trovi anche Il Libro Vivo, un circuito radionico pubblicato qui per la prima volta, e tutte le tavole da scaricare in alta risoluzione. L’attivazione al metodo è inclusa nei materiali, con la guida e la meditazione. Non è un cancello da attraversare: il protocollo funziona anche senza. È una porta in più, per chi la sente.

Domande frequenti su come leggere i Registri Akashici

Sì. La canalizzazione classica non è l’unica strada: con il pendolo si apre il Registro con un protocollo preciso, si chiede il permesso e si pongono domande a cui il campo risponde in modo verificabile. Servono confidenza con lo strumento e centratura, non un dono particolare. Chi comincia così spesso sblocca, con il tempo, anche la lettura canalizzata.

No. Il metodo funziona con un’attivazione di qualsiasi lignaggio o senza nessuna. Chi ne ha già una la porta con sé, chi non ce l’ha può lavorare comunque. Nel libro l’attivazione al metodo è inclusa nei materiali, con guida e meditazione, ma resta un aiuto in più, non una condizione per cominciare.

La lettura canalizzata porta immagini, messaggi, un racconto che passa attraverso chi legge. Il pendolo porta risposte a domande precise, che si confermano con un sì o un no. Il primo racconta, il secondo indica. Non sono in competizione: coprono lati diversi dello stesso lavoro, e usati insieme spesso arrivano più lontano di ciascuno da solo.

Sì, e sul proprio Registro non serve un testimone. Serve però un’attenzione in più: quando si è coinvolti si tende a fare domande che cercano una conferma, e il pendolo risponde esattamente a quello che gli si chiede. Aiutano tre abitudini: formulare le domande prima di aprire, verificare le risposte importanti, lavorare su un’area sola per sessione.

È la condizione migliore. Nel libro c’è una parte introduttiva con l’essenziale per partire, ma arrivare ai Registri avendo già preso confidenza con il pendolo rende tutto più semplice: conosci il tuo sì e il tuo no, sai centrarti, e la sessione non diventa una lotta con lo strumento.

Quando il pendolo non risponde

La guida gratuita: le cause, e come si fa una domanda a cui può rispondere. Otto pagine in PDF, con il registro delle prove da stampare. Ti arriva subito per email.

Qualcosa non ha funzionato, e non dipende da te. Riprova fra un minuto. Se il problema resta, scrivimi a info@mariopeluso.com e ti mando la guida a mano.
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IL LIBRO

Radiestesia Akashica

Se hai un pendolo e una domanda precisa, da oggi hai anche il metodo.

M

Mario Peluso

Operatore Olistico Energetico - Emozionale

Prima ascolto chi sei, poi lavoro con gli strumenti giusti per te. Autore di 6 libri, pratico a distanza la Radiestesia e la Radionica, e conduco Costellazioni Familiari, per chi sente un blocco che non si muove nonostante il cammino già fatto.

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