Cristalloterapia e riequilibrio dei chakra: come funziona davvero

Filo a piombo in ottone immobile su un tavolo di legno chiaro accanto a due cristalli grezzi, la misura prima della scelta

Ti è mai capitato di avere le idee chiare e di non riuscire a portarle da nessuna parte? Le pensi, le scrivi, le organizzi anche bene. Poi arriva il momento di farle diventare qualcosa di concreto, e si ferma tutto. Non è pigrizia, e quasi mai è una questione di volontà. Nel lavoro sul corpo energetico questo tipo di scollamento ha spesso una forma precisa: una parte del sistema lavora tantissimo, un’altra è ferma. Qui ti racconto come funzionano davvero cristalloterapia e riequilibrio dei chakra: come si capisce quale centro chiede attenzione, e cosa cambia quando il sistema torna a lavorare intero.

✦ Da tenere a mente

Un chakra fuori asse non si riconosce dal tema che gli hanno associato. Il punto in cui senti il problema quasi mai è il punto da cui nasce: per quello serve una misura, non un’etichetta.

In Sintesi

Cristalloterapia e riequilibrio dei chakra si incontrano su un piano solo: i cristalli sono strumenti sottili e agiscono sul corpo eterico, lo stesso in cui vivono i chakra. Riequilibrare non vuol dire aprirli tutti, né portarli tutti allo stesso livello. Vuol dire riportare l’intero sistema al suo corretto funzionamento, centri ed elementali insieme. E prima si misura quale area è scarica, poi si sceglie la pietra.

Come si presenta un chakra che non lavora al massimo

Nessuna delle persone che arrivano da me dice di avere il primo chakra scarico. Dicono altro. Dicono che non concludono niente, che si sentono sempre in allerta, che dopo certe giornate restano senza energia. Il linguaggio dei chakra arriva dopo, quando si guarda il corpo eterico e si vede dove il sistema sta lavorando male.

Ricordo una ragazza arrivata proprio per questo. Aveva progetti, tanti, e non riusciva a realizzarne nessuno. Le idee c’erano, le metteva anche su carta, ordinate. Poi, nel momento di trasformarle in qualcosa di reale, si bloccava.

Dall’analisi del corpo eterico è emerso un primo chakra completamente scarico, e insieme a lui l’elementale Terra altrettanto scarico. I chakra alti, invece, erano molto sviluppati: da lì venivano le idee, e venivano bene. Le mancava tutto il resto, cioè il radicamento e la capacità di concretizzare.

È un esempio utile perché mostra una cosa che si ripete spesso: il sintomo si sente in un punto, la carenza sta da un’altra parte. Lei viveva la situazione come un limite personale, quasi un’incapacità. Sul piano energetico non era un limite: era uno squilibrio tra la parte alta del sistema e la sua base.

Perché l’etichetta sul chakra non basta

Online il sistema dei chakra è quasi sempre ridotto a una corrispondenza secca. Hai problemi di autostima e fatichi a riconoscere il tuo potere personale, quindi è coinvolto il terzo chakra. Ti costa esprimerti, quindi è il quinto. Come se ogni centro fosse una casella, e bastasse spuntarla.

Un chakra è una struttura molto più profonda e complessa di così, e merita uno studio suo. Ha una dinamica interna, un modo di funzionare che cambia da persona a persona, strati che dall’esterno non si vedono. Due persone con lo stesso centro in difficoltà non hanno affatto la stessa situazione davanti. La corrispondenza tematica è un punto di partenza, non una diagnosi.

C’è poi una parte che quasi nessuno guarda, e nel caso della ragazza è stata decisiva: gli elementali. Insieme ai chakra misuro lo stato degli elementali, e a volte la carenza vera si trova lì. Nel suo caso il primo chakra era scarico, ma era l’elementale Terra a raccontare l’assenza di radicamento con più precisione. Lavorare solo sul centro, lasciando fuori l’elementale, avrebbe sistemato metà del problema.

Ecco perché non parto dall’etichetta. Parto da quello che il sistema mi restituisce quando lo interrogo.

Cristalli grezzi appoggiati in una ciotola di terra scura, l'elementale Terra e il radicamento che manca

Come capisco quale centro chiede attenzione

Il lavoro si apre sempre con una misura, e la faccio in due passaggi.

Il primo è la radiestesia. Mi permette di fare la misurazione effettiva, centro per centro ed elementale per elementale: quale è scarico, quanto, e in che rapporto sta con il resto del sistema. È la parte del lavoro che restituisce dati e non impressioni. Se ti interessa capire come funziona lo strumento in sé, ne ho parlato nel dettaglio nel post sulla radiestesia a distanza.

Il secondo passaggio è l’ascolto sottile. Una volta individuato il centro o l’elementale, mi ci metto in ascolto, e da lì arriva altro: visioni, sensazioni, emozioni. Sono queste a raccontarmi qual è il problema di quel centro, non soltanto che è in difficoltà. La misura dice dove. L’ascolto dice cosa.

Solo a questo punto entrano i cristalli. Ogni pietra viene scelta in base a quello che è emerso, perché è lo strumento sottile più adatto a lavorare su una struttura sottile come il chakra. È lo stesso ascolto che uso sul corpo eterico durante una seduta di cristalloterapia a distanza, applicato ai singoli centri.

Questo è un lavoro che si fa in due, ed è la ragione per cui una seduta parte dalla misura e non dalla pietra. Quello che puoi portarti via da qui è che una misura esiste: se vuoi vedere lo stato del tuo campo prima di scegliere come lavorare, è esattamente ciò che restituisce un check-up energetico.

Come vivo questo lavoro

✦ La voce di Mario / Elmer


Per me riequilibrare non è mai stato accendere un centro e passare al successivo.

Quando si parla di riequilibrio si pensa quasi sempre al singolo chakra: quello che non va, si sistema quello. Io la vedo come una macchina. Una macchina non è fatta solo dal motore, e non basta che il motore giri bene per andare forte. Servono le gomme, i freni, la trasmissione, tutto insieme, altrimenti il rendimento non c’è.

Il sistema energetico funziona allo stesso modo. Riportare tutto al suo corretto funzionamento vuol dire guardare i centri, gli elementali e il modo in cui si tengono tra loro, non il pezzo che fa più rumore. Un primo chakra che torna a lavorare, in una persona che ha già i centri alti pieni, muove molto più di dieci sedute sul centro che sembrava il problema.

E in certi casi il lavoro non si ferma alla pietra: si scende con gli impianti di chirurgia eterica, che meritano un discorso a parte. È la parte di questo mestiere che mi appassiona di più, quella in cui si vede quanto è preciso un sistema che quasi nessuno guarda per intero.

Domande frequenti su cristalloterapia e riequilibrio dei chakra

Lavorano sullo stesso piano. I chakra vivono nel corpo eterico, e i cristalli sono strumenti sottili che agiscono proprio lì: è questo che li rende adatti al lavoro sui centri energetici. Quello che cambia da persona a persona è quale pietra serve, e quella scelta arriva dopo la misura, mai prima.

No. Riequilibrare vuol dire riportare l’intero sistema al suo corretto funzionamento, non portare ogni centro al massimo. Un chakra molto aperto dentro un sistema senza radicamento crea più squilibrio di prima. Si guarda come centri ed elementali si tengono tra loro, e si lavora su quello che manca.

Non serve. Quasi nessuno arriva con quell’informazione, e va benissimo così. Tu porti quello che stai vivendo, con le tue parole. La misura la faccio io con la radiestesia, centro per centro ed elementale per elementale: sapere in anticipo il nome del chakra non cambia il lavoro.

Dipende da quanto è radicata la situazione e da quanti livelli sono coinvolti. Un centro scarico da poco può rispondere in fretta. Una carenza che riguarda anche l’elementale, come un primo chakra senza la Terra sotto, chiede un percorso. Nel primo contatto ne parliamo, senza fissare un numero che non dipende da una seduta sola.

Sì, ed è la modalità in cui lavoro. Il corpo energetico non conosce distanza: la misura e l’ascolto si fanno sul tuo campo, non sulla tua posizione geografica. Come funziona nel dettaglio una seduta online l’ho spiegato nel post sulla cristalloterapia a distanza.

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Mario Peluso

Operatore Olistico Energetico - Emozionale

Prima ascolto chi sei, poi lavoro con gli strumenti giusti per te. Autore di 6 libri, pratico a distanza la Radiestesia e la Radionica, e conduco Costellazioni Familiari, per chi sente un blocco che non si muove nonostante il cammino già fatto.

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